venerdì 15 settembre 2017

Appello Ius Soli




        IUS SOLI






Roma, 4 settembre 2017


Al Presidente della Repubblica Prof. Sergio Mattarella        
Al Presidente del Senato Pietro Grasso 
Alla Presidente della Camera Laura Boldrini    
Ai cittadini italiani
Nell’epoca che stiamo vivendo, l’esilio è diventato la condizione naturale di milioni di esseri umani che scontano le colpe e gli errori che democrazie e dittature hanno commesso e commettono, scontrandosi e usandosi a vicenda. Le guerre, le occupazioni, le intolleranze, gli abusi, le violenze stanno rendendo la nostra terra inabitabile a intere popolazioni costrette alla fuga. Oggi la patria è dove trovi pace e rifugio, e che rende possibile una convivenza civile. La patria è dove ti puoi fermare.
È in questa luce che l’idea di cittadinanza cambia aspetto e dal diritto di sangue si apre al diritto del suolo, è così che un paese ritrova se stesso riconoscendosi nel suo prossimo. Siamo tutti figli della confusione fra patria e esilio       .
È una nuova idea di cittadinanza, che corrisponde al nostro tempo e alla storia comune, un’idea che ha fatto l’America e sta facendo l’Europa.           
Il nuovo principio dice che un bambino che nasce e cresce in Italia, che parla italiano e studia italiano, è italiano. È il vivere insieme e parlare una stessa lingua che ci rende ‘concittadini’.
Se manteniamo un atteggiamento di paura e rifiuto, ci aspetta un mondo di ‘campi’, ufficialmente provvisori, in realtà perpetui, chiusi da muri che dividono uomini e donne per sempre estranei, e i nostri paesi saranno abitati da sconosciuti senza diritti, mortificati e scontenti.
Ma se accettiamo di guardarli in faccia, vedremo persone che rimodellano con noi una vita comune.
Perché il mondo è cambiato – e anche noi abbiamo contribuito a cambiarlo – e non abbiamo altre opzioni che incontrarci o farci la guerra, affratellarci o terrorizzare ed essere terrorizzati.
Oggi si tratta di dare la cittadinanza a circa 800.000 bambini, per non ritrovarli ragazze e ragazzi senza alcun diritto.           
E di imparare dai bamini a giocare insieme.
Per questo chiediamo agli Italiani di essere saggi, generosi e lungimiranti e di sostenere la legge che concede la cittadinanza per Ius soli, diritto del suolo.
Gianfranco Bettin, Ginevra Bompiani, Furio Colombo, Goffredo Fofi, Carlo Ginzburg, Luigi Manconi

mercoledì 8 marzo 2017

Società indegna se discrimina disabili

AVVENIRE - 26/02/2017 - CRONACA


ROMA Se una società  dà  «spazio solo alle persone pienamente funzionali, del tutto autonome e indipendenti » non è «una società  degna dell'uomo ».
Perché «la discriminazione in base all'efficienza non è meno deplorevole di quella compiuta in base alla razza o al censo o alla religione».



Sono parole forti e chiare quelle pronunciate da Papa Francesco ricevendo in udienza in Vaticano i membri della Comunità  di Capodarco con i quali ha festeggiato i 50 anni di attività  e che ha ringraziato «per il bene compiuto» al servizio delle persone disabili, dei minori, di quanti vivono situazioni di dipendenza e di disagio, e delle loro famiglie.
«Voi - ha proseguito - avete scelto di stare dalla parte di queste persone meno tutelate, per offrire loro accoglienza, sostegno e speranza, in una dinamica di condivisione», e «in questo modo avete contribuito e contribuite a rendere migliore la società ».
Nel suo discorso il Pontefice ha osservato che «la qualità  della vita all'interno di una società  si misura, in buona parte, dalla capacità  di includere coloro che sono più deboli e bisognosi, nel rispetto effettivo della loro dignità  di uomini e di donne».
E la maturità  si raggiunge «quando tale inclusione non è percepita come qualcosa di straordinario, ma di normale».
Infatti «anche la persona con disabilità  e fragilità  fisiche, psichiche o morali, deve poter partecipare alla vita della società  ed essere aiutata ad attuare le sue potenzialità  nella varie dimensioni».
E «soltanto se vengono riconosciuti i diritti dei più deboli, una società  può dire di essere fondata sul diritto e sulla giustizia».
Il successore di Pietro ha riconosciuto che la Comunità  di Capodarco «si è costantemente messa in ascolto attento e amoroso della vita delle persone, sforzandosi di rispondere ai bisogni di ciascuno tenendo conto delle loro capacità  e dei loro limiti».
E ha notato che questo «approccio ai più deboli supera l'atteggiamento pietistico e assistenzialistico, per favorire il protagonismo della persona con difficoltà  in un contesto comunitario non chiuso in sé stesso ma aperto alla società ».
Ecco quindi l'incoraggiamento «a proseguire su questa strada, che vede in primo piano l'azione personale e diretta dei disabili stessi».
Infatti «di fronte ai problemi economici e alle conseguenze negative della globalizzazione», Capodarco «cerca di aiutare quanti si trovano nella prova a non sentirsi esclusi o emarginati, ma, al contrario, a camminare in prima linea, portando la testimonianza dell'esperienza personale».
Di qui il ringraziamento per la testimonianza che la Comunità  offre alla società , «aiutandola a scoprire sempre più la dignità  di tutti, a partire dagli ultimi, dai più svantaggiati».
Papa Francesco ha ricordato come l'Associazione abbia avuto origine dai pellegrinaggi ai santuari di Lourdes e di Loreto, vissuti come modi «di poter valorizzare le risorse umane e spirituali insite in ogni persona diversamente abile».
Ne ha elogiato l'attività  «tanto preziosa per la Chiesa e per la società ».
E ha ringraziato «di cuore» don Franco Monterubbianesi, fondatore della Comunità , e don Vinicio Albanesi, attuale presidente, per le loro parole di saluto, nonché coloro che hanno «regalato» le testimonianze offerte durante l'udienza che si è svolta nell'Aula Paolo VI.

Decreto Madia


Finalmente norme certe e chiare per il collocamento dei lavoratori disabili nella Pubblica Amministrazione



CAPO V Misure di sostegno alla disabilità

Art.10 (Modifiche all’articolo 39 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165)
1.       Dopo l’articolo 39 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono inseriti i seguenti:
“Art. 39-bis. (Consulta Nazionale per l’integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità).

1. Presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri è istituita, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la Consulta nazionale per l’integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità, di seguito Consulta.

2. La Consulta è composta da un rappresentante del Dipartimento della funzione pubblica, un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, due rappresentanti designati dalla Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, due rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale e due rappresentanti delle associazioni del mondo della disabilità indicati dall’osservatorio nazionale di cui all’articolo 3 della legge 3 marzo 2009, n. 18. Ai componenti della Consulta non spettano non spettano gettoni di presenza, compensi, indennità ed emolumenti comunque denominati, ad eccezione del rimborso delle spese effettivamente sostenute previsto dalla normativa vigente.

3. La Consulta svolge le seguenti funzioni:
 a) elabora piani, programmi e linee di indirizzo per ottemperare agli obblighi di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68;
b) effettua il monitoraggio sul rispetto degli obblighi di comunicazione di cui all’articolo 39-quater; c) propone ai ministeri competenti iniziative e misure innovative finalizzate al miglioramento dei livelli di occupazione e alla valorizzazione delle capacità e delle competenze dei lavoratori disabili nelle pubbliche amministrazioni;
 d) prevede interventi straordinari per l’adozione degli accomodamenti ragionevoli nei luoghi di lavoro previsti dall’articolo 3, comma 3-bis, del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216.

Art. 39-ter (Responsabile dei processi di inserimento delle persone con disabilità).

1. Al fine di garantire un’efficace integrazione nell’ambiente di lavoro delle persone con disabilità, le amministrazioni pubbliche con più di 200 dipendenti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, nominano un responsabile dei processi di inserimento.

2. Il responsabile dei processi di inserimento svolge le seguenti funzioni:

a) cura i rapporti con il servizio per l’inserimento lavorativo disabili del centro per l’impiego territorialmente competente, nonché con i servizi territoriali per l’inserimento mirato;
b) predispone, sentito il medico competente della propria amministrazione ed eventualmente il comitato tecnico di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68, gli accorgimenti organizzativi e propone, ove necessario, le soluzioni tecnologiche per facilitare l’integrazione al lavoro anche ai fini dei necessari accomodamenti ragionevoli di cui all’articolo 3, comma 3-bis, del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216;
c) verifica l’attuazione del processo di inserimento, recependo e segnalando ai servizi competenti eventuali situazioni di disagio e di difficoltà di integrazione.”.

 Art. 39-quater (Monitoraggio sull’applicazione della legge 12 marzo 1999, n. 68)

1. Al fine di verificare la corretta e uniforme applicazione della legge 12 marzo 1999, n. 68, le amministrazioni pubbliche, tenute a dare attuazione alle disposizioni in materia di collocamento obbligatorio, comunicano entro il 31 dicembre di ogni anno al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Centro per l’impiego territorialmente competente la situazione occupazionale e le eventuali scoperture di posti di lavoro riservati ai disabili.

2. Entro i successivi sessanta giorni le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1 trasmettono, in via telematica, al servizio inserimento lavorativo disabili territorialmente competente, al Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali una comunicazione contenente tempi e modalità di copertura della quota di riserva. In tale comunicazione sono indicati anche eventuali bandi di concorso per specifici profili professionali per i quali non è previsto il solo requisito della scuola dell’obbligo, riservati ai soggetti di cui all’articolo 8 della legge 12 marzo 1999, n. 68, o, in alternativa, le convenzioni di cui all’articolo 11 della citata legge.

3. Le informazioni di cui al presente articolo sono raccolte nell’ambito della banca dati di cui all’articolo 8 del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99.


4. In caso di mancata osservanza delle disposizioni del presente articolo o di mancato rispetto dei tempi concordati, i centri per l’impiego avviano numericamente i lavoratori disabili attingendo alla graduatoria vigente con profilo professionale generico, dando comunicazione delle inadempienze al  Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri.”. 

domenica 29 gennaio 2017

Cittadinanza: una riforma da approvare







   
Ufficio stampa: Andreina Albano tel. 3483419402


Cittadinanza: una riforma da approvare subito

Roma, lunedì 30 gennaio, ore 11.00
Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica - Piazza Madama 11

CONFERENZA STAMPA

Le organizzazioni della campagna L’Italia sono anch’io  
presentano le iniziative delle prossime settimane:
la riforma sulla cittadinanza non può più attendere!


Le indiscrezioni emerse in questi giorni sulla stampa sulle sorti della riforma della legge sulla cittadinanza n.91/92 preoccupano fortemente le organizzazioni della campagna L’Italia sono anch’io. Sono le organizzazioni che hanno promosso una legge di iniziativa popolare sottoscritta da migliaia di cittadini depositata alla Camera il 7 marzo 2012. L’iniziativa della campagna, forte di un ampio sostegno popolare, dette l’avvio all’iter parlamentare della riforma e portò il 13 ottobre 2015 all’approvazione di una proposta di legge da parte della Camera.
Da allora è trascorso più di un anno, ma il Senato non ha ancora calendarizzato l’avvio della discussione del testo di riforma presso la Commissione Affari Costituzionali.
L’incertezza della durata della Legislatura dovrebbe indurre il Senato a non tergiversare ulteriormente e a favorire la rapida approvazione definitiva della legge di riforma. Per questo le organizzazioni della campagna L’Italia sono anch’io e i giovani del movimento #italianisenzacittadinanza hanno deciso di intensificare le loro iniziative pubbliche nelle prossime settimane. Il programma di mobilitazione sarà presentato nel corso della conferenza stampa lunedì 30 gennaio alle ore 11 presso la sala Caduti di Nassyria del Senato.
Alla conferenza stampa saranno presenti il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione diritti umani del Senato,  i rappresentanti delle organizzazioni che fanno parte della campagna ed esponenti del movimento #italianisenzacittadinanza.
Sono inoltre stati invitati la relatrice del provvedimento, senatrice Doris Lo Moro e i capigruppo al Senato.

La Campagna L’Italia sono anch’io è promossa da Acli, Arci, Asgi, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca, Comune di Reggio Emilia, Coordinamento Enti Locali Per La Pace, Emmaus Italia, Fcei, Legambiente, Libera, Lunaria, Migrantes, Il Razzismo è Una Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Rete 1° Marzo, Tavola Della Pace, Terra del Fuoco, Ugl, Uil, Uisp

Le opinioni e i contenuti espressi nell'ambito dell'iniziativa sono nell'esclusiva responsabilità dei proponenti e dei relatori e non sono riconducibili in alcun modo al Senato della Repubblica o ad organi del Senato medesimo.
L'accesso alla sala - con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta - è consentito fino al raggiungimento della capienza massima.
I giornalisti devono accreditarsi secondo le modalità consuete inviando un fax al numero 06.6706.2947.


mercoledì 11 gennaio 2017

Estrazione Lotteria 2017

LOTTERIA DI CAPODARCO 2017

IL GIORNO 10 DI GENNAIO 2017 PRESSO LA SEDE DELLA COMUNITA’ CAPODARCO DI ROMA VIA LUNGRO 1 ALLE ORE 15.00 SI E’ SVOLTA L’ESTRAZIONE DEI 15 NUMERI VINCENTI DELLA IV EDIZIONE DELLA LOTTERIA DI CAPODARCO.

SONO RISULTATI VINCITORI I SEGUENTI NUMERI:

PRIMO PREMIO:                                           1536
SECONDO PREMIO:                                     4324
TERZO PREMIO:                                            2017
QUARTO PREMIO:                                        1707
QUINTO PREMIO:                                         4409
SESTO PREMIO:                                            4201
SETTIMO PREMIO:                                       2231
OTTAVO PREMIO:                                        4391
NONO PREMIO:                                            0529
DECIMO PREMIO:                                         1734
UNDICESIMO PREMIO:                                4064
DODICESIMO PREMIO:                                4540
TREDICESIMO PREMIO:                               1584
QUATTORDICESIMO PREMIO:                     2296 
QUINDICESIMO PREMIO:                            1614